La trasmissione ‘Che tempo fa’ presentata da Edmondo Bernacca

Tutte le sere negli anni ’70, poco prima del TG, non si potevano perdere le istruttive previsioni del tempo del Colonnello Bernacca. Edmondo Bernacca era già attivo alla...

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Tutte le sere negli anni ’70, poco prima del TG, non si potevano perdere le istruttive previsioni del tempo del Colonnello Bernacca.

Edmondo Bernacca era già attivo alla RAI negli anni ’50, dove faceva spesso le sue previsioni del tempo al giornale radio. Nel 1955 fece la sua prima apparizione televisiva (in divisa) e iniziò ad apparire al telegiornale. Nel 1960 curò per la tv due puntate della trasmissione “La fabbrica del tempo”; nel 1963 è la volta di “Stelle”.

Con questi sue partecipazioni la meteorologia entrava per la prima volta nelle case degli italiani, spiegata dal colonnello Bernacca in modo chiaro e divulgativo, rendendolo molto popolare e venne sempre più spesso invitato a trasmissioni radiofoniche e televisive.

Visto il suo successo popolare, dal 6 gennaio 1968 gli fu affidata dalla RAI la realizzazione e la conduzione di un programma da lui stesso ideato dedicato alle previsioni meteorologiche “Il tempo in Italia” (poi “Che tempo fa”) con il difficile compito di spiegare agli italiani le dinamiche atmosferiche nel nostro Paese.

Bernacca era convinto che oltre alle previsioni del tempo fosse necessario spiegare, senza banalizzare, anche i meccanismi più complessi delle vicende atmosferiche. Carismatico, divenne un personaggio grazie alla sua professionalità che non lo spingeva mai a lanciarsi in previsioni oltre le 24 ore: “il tempo è sfuggevole – amava ripetere – non si può andare oltre se non siamo sicuri neppure di quello che succederà domani”.

Era un uomo pacato, gentile, preciso, simpatico, con un’innata capacità comunicativa capace di bucare il video senza sforzi. “Io non prevedo, deduco” diceva spesso, con quel suo vocione sonoro e con quell’aria rassicurante che gli italiani avevano imparato ad amare.

Secondo lo studioso di tecniche di comunicazione Amedeo Benedetti, la personalità signorile di Bernacca e la dialettica raffinata, ma di facile comprensione, fecero di lui il primo divulgatore della meteorologia in Italia. Alla citata signorilità dei modi, «… Bernacca accoppiava la rarissima dote della semplicità: le “Previsioni del tempo” divennero subito uno spettacolino a cui non potevamo mancare, dove imparavamo a familiarizzare con millibar ed isobare, scoprendo finalmente, seguendo la sua bacchetta, dove fossero le Azzorre. L’esposizione, nonostante la materia fosse di notevole complessità, risultava chiara e comprensibile. (…) I suoi successori, moltiplicatisi in varie reti, apparvero tutti, al suo confronto, più o meno incerti, goffi, noiosi; e nulla aggiunsero (che non fosse peggiorativo) alle sue “Previsioni” …».

Nel 1971 il successo della sua rubrica, originariamente in onda alle 13.00, portò la RAI a spostarla nel palinsesto a un orario di maggiore ascolto e cioè alle 19.55, poco prima dell’apertura del telegiornale della sera. In quei tre minuti, Bernacca inchiodava al video milioni di telespettatori disegnando sulla sua mitica lavagna nera le isobare e le curve cicloniche e anticicloniche, con il suo gessetto bianco segnava una perturbazione oppure l’alta o la bassa pressione. Un vero Maestro.

Ci fu anche un tentativo nel 1972 di ridurre la rubrica dagli iniziali tre minuti a due, ma ciò causò una vasta serie di proteste da parte degli spettatori che portarono al ripristino della solita durata.

Andato in pensione dall’aeronautica continua a condurre in tv fino al pensionamento anche dalla Rai, avvenuto nel 1979. A succedergli nel programma sempre con il medesimo format venne chiamato il suo allievo Andrea Baroni.

 

 

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