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	<description>la nostra memoria bambina</description>
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		<title>Il borotalco Roberts nel barattolo di metallo</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 09:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma quanto borotalco abbiamo respirato noi bambini degli anni &#8217;60 e &#8217;70? Questo era il leader di mercato in quegli anni: il borotalco Roberts. Esiste tuttora, ma negli anni&#8217;60 veniva venduto in questa bellissima scatola metallica, ricaricabile aprendola dal di sotto. (immagine fornita da Giosta) E che dire poi dei meravigliosi caroselli della serie &#8216;Corri&#8217; [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quanto borotalco abbiamo respirato noi bambini degli anni &#8217;60 e &#8217;70?</p>
<p>Questo era il leader di mercato in quegli anni: il borotalco Roberts.<br />
Esiste tuttora, ma negli anni&#8217;60 veniva venduto in questa bellissima scatola metallica, ricaricabile aprendola dal di sotto.</p>
<p><em><img title="borotalco_roberts" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/10/borotalco_roberts.jpg" alt="" width="569" height="716" /></em></p>
<p><em>(immagine fornita da Giosta)</em></p>
<p>E che dire poi dei meravigliosi caroselli della serie &#8216;Corri&#8217; del Borotalco Roberts in onda nei primo anni &#8217;70?<br />
Assolutamente geniali per grafica, stile e contemporaneità, sono anche una bella fotografia dello stile di vita di quegli anni.<br />
Eccoli qui sotto i tre soggetti:</p>
<p>Donna &#8211; La nostra impiegata è alle prese con una giornata snervante di lavoro. Mille cose da fare, corre da una parte all&#8217;altra dell&#8217;ufficio. Torna a casa sfinita ma un semplice bagno non basta.Ci vuole qualcosa di più: Borotalco. E il bagno diventa benessere.</p>
<p>Bambino &#8211; E&#8217; finita la scuola e incomincia la grande cuccagna. Carletto vorrebbe giocare ma va in montagna con i genitori e si stanca. Per rilassarsi un bel bagno caldo non basta, ci vuole qualcosa in più: Borotalco! E il bagno diventa benessere.</p>
<p>Uomo &#8211; La giornata del signor Rossi è una corsa tra uno sportello e l&#8217;altro del comune per l&#8217;atto di nascita. Torna a casa stremato ma una semplice doccia non basta. Ci vuole qualcosa di più: Borotalco. E il bagno diventa benessere.</p>
<p><br /><img src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/12/borotalco-donna.png" width="560" height="392" alt="media" /><br />
</p>
<p><br /><img src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/12/borotalco-uomo.png" width="560" height="392" alt="media" /><br />
</p>
<p><br /><img src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/12/borotalco-bambino.png" width="560" height="392" alt="media" /><br />
</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo sceneggiato &#8216;Il tesoro del castello senza nome&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 05:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Galapiats]]></category>
		<category><![CDATA[Sceneggiati]]></category>
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		<category><![CDATA[TV dei Ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tesoro del castello senza nome era uno sceneggiato che fu trasmesso nel 1972 in 7 puntate (titolo originale: &#8220;Les Galapiats&#8221;) di produzione belga. Tratto dal romanzo &#8220;Les Galapiats&#8221; di Pierre Gaspard-Huit racconta la storia di Jean-Loup, un bambino che va in vacanza nel campeggio &#8220;Camp Vert&#8221; dove viene deriso da tutti perché è l&#8217;ultimo [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tesoro del castello senza nome era uno sceneggiato che fu trasmesso nel 1972 in 7 puntate (titolo originale: &#8220;Les Galapiats&#8221;) di produzione belga. Tratto dal romanzo &#8220;Les Galapiats&#8221; di Pierre Gaspard-Huit racconta la storia di Jean-Loup, un bambino che va in vacanza nel campeggio &#8220;Camp Vert&#8221; dove viene deriso da tutti perché è l&#8217;ultimo arrivato, troppo ben vestito, troppo diverso dagli altri.<strong> </strong></p>
<p><strong>Sigla originale<br />
</strong></p>
<p><br /><img src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Il-tesoro-del-castello-senza-nome_titolo.png" width="560" height="392" alt="media" /><br />
</p>
<p>Ben presto però entra a far parte del clan di Cow-boy, un biondino che è molto abile con il lazo e va in giro con due pistole. Entra in una sorta di squadriglia scout dopo aver superato difficili prove: vincere una gara su go-kart bendato, abbattere con una lancia un avversario a bordo di una bici, scalare una roccia con dei pesi attaccati, eccetera.</p>
<p>La squadra così composta da Jean-Loup, Cow-boy e altri quattro, ascoltando la storia di un vecchio del paese che sostiene che dentro un misterioso castello viene custodito il tesoro dei templari, prendono parte alla caccia al tesoro imbattendosi in innumerevoli avventure.</p>
<p>Durante queste Jean-Loup incontrerà Marianne della quale si innamorerà (noi tutti piccoli vedendo il telefilm fummo rapiti da questa storia d&#8217;amore dentro l&#8217;avventura). I nostri eroi arriveranno addirittura fino al castello dove scopriranno &#8230;</p>
<p>La regia era di Pierre Gaspard-Huit, la produzione Art et Cinèma Bruxelles e il produttore esecutivo Jean Van Raemdonck. Esiste anche il libro scritto dallo stesso regista che ripercorre per filo e per segno tutto il telefilm. Le riprese iniziarono nel 1969 e per finirlo ci vollero tre mesi. Le immagini che probabilmente noi tutti abbiamo impressi nella memoria sono sicuramente in bianco e nero così come la RAI lo ha mandato in onda. Il telefilm invece era a colori. Mitica rimane la colonna sonora di Edizioni Primavera, Bruxelles.Fu girato a Parigi e a Stavelot, un piccolo paese nei pressi di Liegi, vicino al circuito di formula uno SPA-Francochamps.</p>
<hr />
<p><em>L&#8217;amico dell&#8217;anima Ettore Demicheli mi invia una scheda molto interessante ed approfondita sullo sceneggiato in questione che pubblico integralmente di seguito.</em></p>
<p>Le notizie che vorrei dare sono quelle riguardanti alcuni attori in generale, ossia cosa sono diventati oggi, poi vorrei dare dei link molto utili per tutti coloro che si ricordano del telefilm, tra i quali anche un mio contributo personale, ed infine vorrei parlare un poco della questione di Philippe Cantrel, ossia Jean-Loup, il protagonista principale del telefilm.</p>
<p><strong>Attori</strong></p>
<p><strong>Marco Di Napoli (Cowboy):</strong> Figlio di un cantante lirico di chiare origini italiane,tra i suoi fratelli c&#8217;è Stephane, attore anche lui, ed interprete di una delle serie di Poly, che parzialmente venne trasmessa anche qui da noi con un buon successo ed ancora ricordata. Il biondo Cowboy è da anni pittore, recita anche in teatro.Vive in Bretagna e il suo sito è www.marcodinapoli.com, dove naturalmente, tra le altre cose, ha una pagina tutta dedicata al suo passato di interprete di film e telefilm, qui ricordiamo soltanto la sua partecipazione da protagonista al telefilm Due anni di vacanze, di produzione francese e trasmesso dalla RAI alla metà degli anni &#8217;70.</p>
<p><strong>Béatrice Marcillac (Marion)</strong>: Figlia del più noto giornalista radiotelevisivo di Francia, all&#8217;insaputa dei genitori mandò alla casa di produzione radiotelevisiva la sua foto dopo aver letto l&#8217;annunzio che si cercava una ragazza per una serie televisiva di prossima realizzazione, e venne accettata. Tenendo conto che Béatrice è nata nel 1957 e che le riprese del telefilm vennero girate nell&#8217;estate del 1969, dunque lei poteva ancora non aver compiuto dodici anni, e ancora adesso si rimane stupiti nel guardare una ragazzina che però mostrava &#8220;naturalmente&#8221; quei quindici/sedici anni che tutti gli davano e dai quali era invece ancora distante. Più ancora del bacio, nell&#8217;ultima puntata, che gli darà Jean-Loup (e sulla guancia!), l&#8217;immagine di lei che rimane è quella della scena al campeggio vicino alle rovine dell&#8217;abbazia, quando i ragazzi si presentano e, dopo aver guardato Jean-Loup, lentamente abbassa lo sguardo: in quegli occhi che si abbassano piano per timidezza è racchiusa una volta per sempre anche la nostalgia e la memoria di non pochi bambini del 1972. Béatrice comparirà davanti alla macchina da presa solo un&#8217;altra volta, nel 1980 nel film francese &#8220;Touch&#8217; pas mon biniou&#8221;, di Bernard Lanois, mentre a tuttoggi lavora nel campo delle agenzie immobiliari nella capitale francese.</p>
<p><strong>Thierry Bourdon (Patrick)</strong>: Il Patrick che s&#8217;azzufferà con Jean-Loup per poi diventare suo compagno d&#8217;avventura è oggi uno dei più noti doppiatori televisivi d&#8217;oltralpe, e sul web si poossono trovare anche un paio di sue interviste e tutte due in lingua francese. Dopo il telefilm del 1969/70 non è più apparso sugli schermi.</p>
<p><strong>Ferdinand Nery (Franz)</strong>: Il teutonico Franz, che compare per la prima volta nel telefilm a cavallo, insieme a Patrick ed a Marion, lavora nel campo delle realizzazioni televisive, documentaristiche specialmente, ed ha ricevuto anche dei premi in questo campo. Anche lui non è più ricomparso sugli schermi, ma&#8230;dietro la macchina da presa.</p>
<p><strong>Francois Mel (Lustucru)</strong>: Nessuna notizia reperita a riguardo di cosa sia diventato oggi il goloso e simpatico Lustucru.</p>
<p><strong>Jean-Louis Blum (Byloke)</strong>: Il &#8220;ciccione&#8221; (scusami, Byloke!) dei Cinghiali delle Ardenne è forse quello che ha avuto più successo di tutti, in quanto è divenuto uno dei più quotati &#8220;Mandrake&#8221;, ossia maghi professionisti a livello internazionale.</p>
<p><strong>Link</strong></p>
<p>Il sito di riferimento per gli appassionati del telefilm è www.jupe.be/galapiats, ma di questo parlerò più sotto, invece il sito del <a href="http://www.chateau-de-veves.be" target="_blank">castello</a> vero e proprio è www.chateau-de-veves.be. Per rivedere e risentire la sigla solo strumentale è sufficiente cliccare su youtube &#8220;iltesorodelcastellosenzanome&#8221; e apparirà subito il risultato desiderato, mentre, per poter risentire la sigla finale, quella cantata, più bella ed evocativa, occorre andare sul <a href="http://www.coucoucircus.org" target="_blank">sito francese</a> coucoucircus.org, cliccate su Génériques de séries télé, cliccate poi sulla lettera G, fate scorrere e arrivate sino a Galapiats (titolo originale del telefilm, che significa &#8220;i poco di buono&#8221;, più o meno), cliccate e godetevi musica e coro: fra l&#8217;altro, sulla pagina stessa c&#8217;è anche il testo originale se conoscete il francese (ed in più c&#8217;è anche la versione strumentale che è differente da quella che si può ascoltare su youtube).</p>
<p>Per poter apprezzare una bella presentazione del telefilm e vedere qualche foto dei ragazzi, si può andare su vicolostretto.net, nella sezione Tv di ieri viene appunto ricordato lo sceneggiato e, per chi vuole, in questa stessa sezione può leggersi Una lacrima sul viso e&#8230;600 battiti del cuore, un breve poemetto dedicato a tutti coloro che serbano memoria del telefilm e scritto dall&#8217;estensore delle note che state leggendo.</p>
<p>Per ultimo, dopo aver ricordato che si può sempre ricorrere a Wikipedia per avere disponibile una scheda informativa su Les Galapiats, ricordo che la yamatovideo.com ha editato il <a href="http://www.yamatovideo.com" target="_blank">telefilm in dvd</a>, ed andando sul sito potete naturalmente fare l&#8217;acquisto online, ricordandosi però d&#8217;una cosa: che il doppiaggio usato in questa edizione non è quello della RAI del 1972, ma è il doppiaggio adottato per le repliche degli anni &#8217;80 sulle reti Mediaset.</p>
<p><strong>L&#8217;affaire Cantrel</strong></p>
<p>E Jean-Loup? Su di lui, niente, si starà forse chiedendo l&#8217;appassionato del Tesoro del castello senza Nome. No, su di lui c&#8217;è qualche notizia &#8230; ma occorre andare per ordine, perché, come s&#8217;evince dal titolo dato a questo paragrafo si tratta d&#8217;una vera e propria grana, come si dice.</p>
<p>Non è questa la sede comunque per addentrarsi nei particolari e sviscerare tutta la vicenda poiché queste sono solo note d&#8217;aggiornamento, ed allora brevemente: come ho detto, il sito di riferimento per tutti i fan è jupe.be/galapiats, dove ci sono le varie pagine dedicate agli attori, alle notizie che apparvero sulla stampa d&#8217;oltralpe (è un sito belga,in quanto la produzione è franco-belga e la prima puntata del telefilm andò in onda il 23 dicembre 1969). C&#8217;è anche la pagina delle FAQ, ossia delle domande più frequenti, e qui si può leggere (per chi conosce un poco di francese, però) che non si hanno notizie di Philippe Cantrel e che sarebbe deceduto in un incidente automobilistico negli anno &#8217;70.</p>
<p>La notizia è del tutto infondata: Philippe Cantrel (Normand era uno pseudonimo) è vivo e risiede appena fuori Parigi, ma il fatto grave è questo e solo questo: che lo stesso Philippe ha mandato dei messaggi di saluto sul sito suddetto, e tutti, dicesi tutti, tutti questi suoi messaggi sono stati tolti dalla creatrice del sito stesso, Gabrielle Loodts, la quale si ostina a crederlo morto e così, per &#8220;false notizie riguardanti Philippe Normand&#8221; (traduco quello che Loodts stessa ha scritto sul sito), Gabrielle Loodts ha bloccato l&#8217;accesso in scrittura alla pagina d&#8217;accoglienza, pagina d&#8217;accoglienza dove ogni fan poteva lasciare il suo saluto e il suo ricordo. Non faccio commenti.</p>
<p>In ogni caso, se sapete solo qualche parola di francese andate su facebook, digitate Philip Cantrel e vedrete che tra i vari Cantrel poi pescate quello &#8220;giusto&#8221;, oppure, sempre su facebook, digitate Galapiats francotte e vedrete che sulla pagina ci sono vari messaggi di Philippe e dunque potete ben salutarlo: non gli farete altro che piacere. Insomma, una qualunque Gabrielle Loodts non rovinerà certo l&#8217;affetto e la memoria per Jean-Loup né per Il Tesoro del Castello senza Nome.&#8221;</p>
<p><strong>Immagini</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5781" title="Galapiats 1" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Galapiats-1.jpg" alt="" width="560" height="417" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5782" title="Galapiats 2" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Galapiats-2.jpg" alt="" width="560" height="735" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5785" title="Galapiats_5" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Galapiats_5.jpg" alt="" width="560" height="379" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5783" title="Galapiats 3" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Galapiats-3.jpg" alt="" width="560" height="872" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5784" title="Galapiats_4" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/04/Galapiats_4.jpg" alt="" width="560" height="423" /></p>
<hr />
<p><strong><em>Aggiornamento da Ettore Demicheli</em></strong></p>
<p>Ancora Harry Brent, per comunicare agli appassionati che ancora non lo sapessero, che il sito dedicato al Tesoro del Castello senza Nome, ossia www.jupe.be/galapiats è stato riaperto, ossia si possono di nuovo inviare messaggi al Libro d&#8217;Oro.</p>
<p>La creatrice del sito stesso, Gabrielle Loodts, è stata convinta, convinta del fatto che Philippe Cantrel, lo Jean-Loup del telefilm è vivo e vegeto e non deceduto in un incidente stradale negli anni &#8217;70 come si vociferava da tempo e riportato anche sul sito stesso. La foto di Philippe gli è stata inviata da qualche fan, è una foto che potete vedere in questa stessa pagina e scattata da me nel gennaio di quest&#8217;anno a Parigi, nel corso d&#8217;una intervista che ho fatto a Philippe. La storia della ricerca di Philippe &#8211; non si avevano più sue notizie da ben 33 anni&#8230; &#8211; ha richiesto tre stagioni, une mezza estate, un autunno intero ed un inizio d&#8217;inverno per poter annunziare la primavera: agli atti, risulta che i protagonisti di questa ricerca sono tre persone, il sottoscritto, Andrea Medori e sua sorella Antonella, preziosa collaboratrice ed interprete.</p>
<p><img title="Philippe-Cantrel" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/Philippe-Cantrel.jpg" alt="" width="569" height="376" /></p>
<p>Chi fosse interessato a leggere questa storia e relativa intervista che ho intitolato &#8216;Avventura&#8217; può scaricarla <a href="../wp-content/uploads/2010/05/AVVENTURA.pdf">cliccando qui</a>.</p>
<hr />
<p><em>Ulteriore aggiornamento da Ettore Demicheli</em></p>
<p><strong>Il tesoro e il cuore<br />
</strong></p>
<p>Ma come mai Il Tesoro del Castello senza Nome non è stato un grande INsuccesso, invece del successo internazionale che è effettivamente stato?</p>
<p>La domanda non è inutile, facciamo un attimo mente locale: Cowboy ha sedici anni più o meno e gira ancora con due pistole di plastica ai fianchi ma dovrebbe allora averne 6 di anni&#8230;Jean-Loup è un &#8220;signorino&#8221; ben vestito, pudico, gentile, cavalleresco, non sorride quasi mai, e il massimo che si permette è un bacio sulla guancia di Marion. Patrick fa delle citazioni in latino e Franz le traduce a Lustucru; beh, vi sembrano ragazzi del 1970 questi? E Marion? Marion praticamente non parla quasi mai tranne che nell&#8217;ultima puntata nel breve discorso di commiato a Jean-Loup, stop.</p>
<p>Come mai, dunque, questo telefilm è ancora ricordato a 40 anni dalla sua prima &#8220;uscita&#8221; pubblica sul canale televisivo belga? Certo la musica ha avuto un impatto che non si esagera se si dice quasi uguale alla vicenda stessa: il fan che non sente più la sigla da magari come minimo trent&#8217;anni, alle prime note ed alle voci del coro viene come &#8220;aggredito&#8221; da un&#8217;ondata di ricordi e nel&#8217;ascoltare quella musica si sente improvvisamente felice senza forse neanche saper bene il perché.</p>
<p>Non la faccio lunga, e sostengo che proprio la &#8220;storia d&#8217;amore&#8221; &#8211; ossia un infatuamento tra adolescenti &#8211; che rimane sospesa, nascosta, tacitata e come ininfluente sull&#8217;inter vicenda sia stato il fattore determinante e duraturo del successo di questo telefilm.<br />
Sì, se Jean-Loup e Marion si fossero sbaciucchiati in qualche puntata, se Marion &#8220;ci fosse stata&#8221; col bel moretto beh, l&#8217;identificazione coi due e con la loro storia di silenzi e sguardi non ci sarebbe mai stata e nessuno di noi li avrebbe forse più nella memoria. E&#8217; un telefilm terribilmente pudibondo, questo, dove la scena d&#8217;amore più ardita si risolve appunto in un bacio su d&#8217;una guancia e finisce lì. Ma a mostrare due ragazzini che si sbaciucchiano sono buoni tutti, non è questo un problema, il problema è tenere desta e anzi vivissima l&#8217;attenzione su loro due senza però mai mettere al centro questo infatuamento. Pierre Gapsrd Huit, ilregista, lui c&#8217;è riuscito.</p>
<p>Ai bambini d&#8217;allora è rimasta impressa per sempre l&#8217;immagine di Marion che dice &#8220;Jean-Loup!&#8221; con apprensione mentre lo vede andarsene da solo nel castello dove ci sono i banditi, e soprattutto l&#8217;inquadratura finale nella seconda puntata, quando Marion, fissato Jean-Loup, abbassa lentamente gli occhi: è tutto cominciato in quel momento, e per Jean -Loup tutte le bambine ed i bambini d&#8217;allora, cominciò un gioco d&#8217;identificazione nell&#8217;una e nell&#8217;altro che continuerà sino alla fine dell&#8217;ultima puntata. E oltre.</p>
<p>Se c&#8217;è un sito dedicato a questo telefilm dove i messaggi nel Libro d&#8217;oro si inseguono e si richiamano l&#8217;un l&#8217;altro, con un refrain quasi fisso: la sigla inziale (e finale), Jean-Loup e Marion, se i fan di Belgio, Italia, Francia, Portogallo ecc mandano ancora e sempre i loro messaggi, beh allora forse questo ingenuo e pudibondo telefilm è arrivato dove tanti altri sceneggiati e telefilm per ragazzi meglio fatti, meglio interpretati e meglio diretti non ci sono riusciti ad arrivare.</p>
<p>La storia dell&#8217;infatuazione di Jean-Loup e Marion rimane il vero e duraturo tesoro di questo telefilm, una &#8220;prima volta&#8221; per tutti quei bambini che assistettero &#8220;dal vivo&#8221; a quella storia per poi riviverla dentro di loro e fuori di loro &#8220;.. perché dove sarà il tuo tesoro là sarà il tuo cuore&#8221; (Vangelo)</p>
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		<title>La spuma nera</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 17:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bevande]]></category>
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		<description><![CDATA[In tutti i bar, venduta a bicchieri al banco, ha dissetato una generazione. Nonna della Coca-Cola, cugina del Chinotto, ecco la spuma nera, il vero soft drink tutto italiano degli anni &#8217;60. La spuma nera si comperava in ogni bar (i bar degli anni &#8217;60) e veniva servita a bicchieri da 50 o da 100 [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutti i bar, venduta a bicchieri al banco, ha dissetato una generazione.</p>
<p>Nonna della Coca-Cola, cugina del Chinotto, ecco la spuma nera, il vero soft drink tutto italiano degli anni &#8217;60. La spuma nera si comperava in ogni bar (i bar degli anni &#8217;60) e veniva servita a bicchieri da 50 o da 100 lire da bottiglie da un litro prodotte da aziende diverse e, quindi, tendenzialmente senza marca.</p>
<p>In realtà la marca era il nome stesso: spuma nera.</p>
<p>La più famosa e più gustosa che amo ricordare era quella della Giommi (Lo slogan dell&#8217;azienda era &#8220;Apri l&#8217;occhio, bevi Giommi&#8221; con una faccina stilizzata che si tira l&#8217;occhio), ma ricordiamo anche la gamma di spume Spumador e Paoletti.</p>
<p>Con il gran successo della spuma nera apparve sul mercato anche una versione bianca, che però sembrava gassosa sia nella vista che nel sapore, e quindi non ebbe particolare successo.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5756" title="giommi" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/giommi.gif" alt="" width="548" height="531" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5755" title="spumador" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/spumador.jpg" alt="" width="548" height="454" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5754" title="paoletti" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/paoletti1.jpg" alt="" width="543" height="477" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5757" title="altra spuma" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/altra-spuma.gif" alt="" width="545" height="409" /></p>
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		<title>La marmellata incartata nella carta trasparente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 17:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Althea]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco l&#8217;indimenticabile merendina solida dei pomeriggi degli anni &#8217;60 e &#8217;70: la marmellatina fatta a cubo avvolta nella plastica trasparente. Era il &#8216;Fruttino&#8217; Zuegg&#8217; (o qualche sottomarca &#8230;), una confezione essenziale a forma di parallelepipedo di circa quattro centimetri di lato, con la consistenza di una cotognata stagionata e un gusto abbastanza buono. Il Fruttino era [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco l&#8217;indimenticabile merendina solida dei pomeriggi degli anni &#8217;60 e &#8217;70: la marmellatina fatta a cubo avvolta nella plastica trasparente.</p>
<div class="attribute-long">
<p>Era il &#8216;Fruttino&#8217; Zuegg&#8217; (o qualche sottomarca &#8230;), una confezione essenziale a forma di parallelepipedo di circa quattro centimetri di lato, con la consistenza di una cotognata stagionata e un gusto abbastanza buono.</p>
<p>Il Fruttino era una delle merende più distribuite nei &#8216;momenti dolci&#8217; delle colonie e una delle più amate da noi ragazzi. Ma, data la  consistenza e il fatto che non possedevamo un coltello, il problema della stesura sulla fetta di pane veniva superato nel modo più semplice e immediato: un morso al pane e un morso al cubo per poi impastare direttamente in bocca.</p>
<p>Un prodotto simile ma di fascia superiore era il Cremifrutto&#8221; Althea, che ebbe grandissimo successo nei primi anni &#8217;60 quando trasformò le confezioni di Cremifrutto in una eccitante raccolta di figurine sagomate di calciatori.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5649" title="fruttino" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/fruttino.jpg" alt="" width="562" height="749" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5243" title="marmellate a cubetto" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/marmellate-a-cubetto.jpg" alt="" width="560" height="791" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5648" title="Althea_1961" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/Althea_1961.jpg" alt="" width="563" height="778" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5650" title="Cremifrutto-Althea" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/Cremifrutto-Althea.jpg" alt="" width="570" height="866" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5652" title="Cremifrutto figurine sagomate" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/Cremifrutto-figurine-sagomate.jpg" alt="" width="566" height="403" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5651" title="Cremifrutto_Althea_figurine" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/Cremifrutto+_Althea_+1963-64+figurine+sagomate+-+2a+edizione+con+bordo+scatola.jpg" alt="" width="559" height="705" /></p>
<p><em>Collezione figurine sagomate &#8211; 2a edizione con bordo scatola Cremifrutto (Althea) 1963-64.</em><br />
<em>(immagine e dati originali e completi sono in <a href="http://www.gianfrancoronchi.net/foto/v/bologna/figurine/Cremifrutto+_Althea_+1963-64+figurine+sagomate+-+2a+edizione+con+bordo+scatola.jpg.html" target="_blank">questo sito</a>)</em></p>
<p><em>Seconda produzione dell&#8217;Althea che distribuisce, insieme al suo prodotto CREMIFRUTTO, le sue figurine sagomate relative al campionato 1963/64. Nella foto le figurine sagomate di Renna (35), Pavinato(36), Fogli(37), Tumburus(38), Janich(39), Pascutti(40), Bulgarelli(41), Haller(42), Nielsen(43) e Capra(44).</em></p>
</div>
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		<title>Le bustine di polveri per fare l&#8217;acqua frizzante</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 17:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua frizzante]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto parlando della Frizzina e dell&#8217;Idrolitina &#8211; i marchi commerciali più famosi negli anni &#8217;60 e &#8217;70 distribuiti in Italia &#8211; ma anche di tutte le loro sorelle minori: Cristallina, Salatina M.A., Idriz, Regina e tante altre polveri per uso alimentare da aggiungere all&#8217;acqua per conferirle effervescenza. La preparazione era come un rito, che aveva [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto parlando della <strong>Frizzina e dell&#8217;Idrolitina</strong> &#8211; i marchi commerciali più famosi negli anni &#8217;60 e &#8217;70 distribuiti in Italia &#8211; ma anche di tutte le loro sorelle minori: <strong>Cristallina, Salatina M.A., Idriz, Regina</strong> e tante altre polveri per uso alimentare da aggiungere all&#8217;acqua per conferirle effervescenza.</p>
<p>La preparazione era come un rito, che aveva in noi dai migliori ai peggiori officinanti.</p>
<p>Le istruzioni erano semplici e il tempo era breve: aprire la confezione cartonata, prendere una bustina, aprirla e versare rapidamente il contenuto in una bottiglia da un litro piena d&#8217;acqua con tappo a molla, chiudere immediatamente appena versata la polvere, agitare la bottiglia sottosopra un paio di volte, attendere qualche minuto e &#8230;. voilà, eccovi un litro di buona acqua frizzante da tavola, dal sapore leggermente salino, ottima se servita fresca.</p>
<p>In realtà negli anni sessanta le confezioni di Idrolitina contenevano due bustine; si versava la prima bustina e si agitava la bottiglia fino a sciogliere completamente la polvere, quindi si versava la seconda: poiché l&#8217;immediato scatenarsi della reazione generava un&#8217;effervescenza che faceva immediatamente traboccare la bottiglia, era richiesta una tecnica raffinata per versare tutto il contenuto della bustina e sigillare la bottiglia in qualche frazione di secondo.</p>
<p>Le bustine Frizzina, con le scritte rosse e con i punti Star, fu la prima ad adottare la bustina &#8220;unica&#8221; (ne vedete una bella immagine pubblicitaria sotto). Ad un certo punto venne creata anche la &#8220;versione&#8221; &#8216;Neutraclor&#8217; con una composizione fatta per eliminare il sapore di cloro pesantemente presente in alcune acque potabili di città, specialmente della Pianura Padana.</p>
<p>A volte si giocava a scogliere completamente la bustina senza perdere una sola bolla di gas, altre volte (spesso) si giocava all&#8217;effetto &#8216;champagne&#8217; aprendo la bottiglia in anticipo e spargendo acqua intorno. Questa variante del rito, evidentemente propiziatoria di un futuro sessualmente esuberante, veniva poco capita dai genitori che rispondevano spesso con in famoso ceffone anni &#8217;60 e &#8217;70.</p>
<p>Affascinato da questa magia, negli anni successivi mi sono informato e ho scoperto che tecnicamente funziona così: queste polveri sono sono preparati a base di bicarbonato di sodio (E500), acido malico (E296) e acido tartarico (E334).</p>
<p>Questa miscela di polveri è stabile in assenza di acqua, mentre in presenza di essa gli acidi malico e tartarico forniscono l&#8217;acidità necessaria per idrolizzare lo ione bicarbonato, liberando anidride carbonica che si sviluppa come gas, conferendo all&#8217;acqua l&#8217;effervescenza desiderata. Lo ione sodio liberato dalla dissociazione del bicarbonato dà all&#8217;acqua un percettibile gusto salino, normalmente assente nelle acque minerali preparate industrialmente per addizione di anidride carbonica.</p>
<p>Sempre a proposito di Idrolitina, famosissima la poesia stampata sulla scatola:</p>
<blockquote><p>&#8220;Diceva l&#8217;oste al vino/tu mi diventi vecchio<br />
ti voglio maritare/all&#8217;acqua del mio secchio<br />
rispose il vino all&#8217;oste/fai le pubblicazioni<br />
sposo l&#8217;Idrolitina/del cavalier Gazzoni&#8221;.</p></blockquote>
<p><img title="Frizzina" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/Frizzina.jpg" alt="" width="546" height="791" /></p>
<p>Meravigliosa immagine pubblicitaria per il grande concorso Frizzina in busta unica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/idrolitina_frizzina.jpg"><img class="alignnone  wp-image-617" title="idrolitina_frizzina" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/idrolitina_frizzina.jpg" alt="" width="544" height="708" /></a></p>
<p>Sono passati tanti anni, ma ho notizie di qualcuno che possiede ancora la bottiglia originale della Idriz con il tappo di porcellana e con la i col puntino (una grande i con la faccina sul puntino).</p>
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		<title>La Royal Crown Cola</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 17:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Coca-Cola]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella moltitudine di bevande simil Coca-Cola un posto di rilievo lo occupo negli anni &#8217;70 la Royal Crown Cola, un prodotto americano realizzato su licenza dalla San Pellegrino, non solo per la forma della bottiglietta molto simile all&#8217;originale, ma anche per le ingenti campagne pubblicitarie che supportarono il marchio.</p>
<p>Nella pratica di consumo della generazione anni &#8217;70, la Royal Crown Cola non aveva quasi nessun appeal e, dopo un primo assaggio, fu velocemente soppiantata nei cuori, e negli stomaci, di quasi tutti i ragazzini persino dalle <a title="La spuma nera" href="http://www.animamia.net/la-spuma-nera/">spume colorate</a> senza marca o da altre <a title="Le bevande da tavola e da bar" href="http://www.animamia.net/le-bevande-da-tavola-e-da-bar/">bevande &#8216;esotiche&#8217;</a>.</p>
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		<title>Le gomme da masticare</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 17:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn]]></category>
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		<description><![CDATA[Rosa, succosa, gommosa ed altamente cariogena: ecco la cicca degli anni &#8217;70. Giunte in Italia nelle tasche dei soldati americani alla fine della guerra, le gomme da masticare &#8211; dette anche &#8220;cicche&#8221; e &#8220;bubblegum&#8221; &#8211; si erano già consolidate nel consumo negli anni cinquanta, ma trovarono nella nostra generazione degli affezionati consumatori attenti non solo [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Rosa, succosa, gommosa ed altamente cariogena: ecco la cicca degli anni &#8217;70.</p>
<p>Giunte in Italia nelle tasche dei soldati americani alla fine della guerra, le gomme da masticare &#8211; dette anche &#8220;cicche&#8221; e &#8220;bubblegum&#8221; &#8211; si erano già consolidate nel consumo negli anni cinquanta, ma trovarono nella nostra generazione degli affezionati consumatori attenti non solo alla bontà del prodotto ma anche alla sua idea commerciale, alla sua serie, al suo confezionamento.</p>
<p>Le cicche più ricordate e più amate sono:</p>
<p>- le cicche di soggetto western, a pasta rosa spesso dura, che dovevano essere lasciate sul termosifone per ammorbidirsi, vendute singolarmente in una confezione di carta che rappresentava indiani e cowboy in eterna lotta;</p>
<p>- le &#8220;Paperon Dollars, gomme rosa come le precedenti ma confezionate nel dollaro con la faccia di zio Paperone e sempre vendute a pezzo unico. Dentro avevano una &#8220;banconota&#8221; con i personaggi Disney: se trovavi paperino c&#8217;era la frasetta &#8220;non hai vinto ritenta&#8221;, se trovavi Qui Quo Qua vincevi una gomma, se trovavi Gastone ne vincevi due, se trovavi Paperone ne vincevi tre;</p>
<p>- le gomme da masticare rotonde dei distributori, contenute in una sfera di plastica e vendute a Lire 10 al pezzo, vivissimamente colorate e molto saporite nei primi due minuti si trasformavano poi in un blocco duro e strappa-otturazioni;</p>
<p>- le gomme a lastrine della Brooklyn (con il nuovo, eccitante gusto yogurth) vendute da distributori verticali, sempre a Lire 10 lire il pezzo.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5177" title="Gomme da Masticare" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/Gomme-da-Masticare.jpg" alt="" width="572" height="401" /><br />
<em>(immagine fornita da Krokkor)</em></p>
<p>Eccovi la pubblicità delle cicche Paperon Dollars:</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-567" title="paperondollars" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/05/paperondollars.jpg" alt="" width="563" height="849" /></p>
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		<title>I formaggini per bambini: forme singolari e regali per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 05:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli alimenti fondamentali per la crescita e il buon sviluppo dei bambini italiani degli anni 60 e 70, un posto di rilievo spetta al formaggino &#8211; un agglomerato con consistenza cremosa di formaggio (latte, sale, fermenti lattici, caglio) più acqua, siero di latte concentrato, sali di fusione citrati di sodio e citrati di potassio, [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli alimenti fondamentali per la crescita e il buon sviluppo dei bambini italiani degli anni 60 e 70, un posto di rilievo spetta al formaggino &#8211; un agglomerato con consistenza cremosa di formaggio (latte, sale, fermenti lattici, caglio) più acqua, siero di latte concentrato, sali di fusione citrati di sodio e citrati di potassio, crema di latte, proteine del latte e acido citrico &#8211; che consumavamo in abbondanza fin dalla piccolissima età nei mille modi che le mamme inventavano per farceli mangiare.</p>
<p>Sciolto nella minestrina, spalmato sul pane, colato sulle verdure o anche da solo, a piccoli morsi, il formaggino monoporzione da circa 2o grammi era sempre presente nei nostri menù anche perché, come ci dicevano, faceva bene allo sviluppo delle ossa.</p>
<p>Ma i formaggini non erano tutti uguali. Aldilà di ovvie considerazioni di gusto, nell&#8217;enfasi di diversificazione tipica dei prodotti degli anni &#8217;60 e &#8217;70 i formaggini si differenziavano prima di tutto per la forma:</p>
<ul>
<li>i Susanna, i Ramek, i Tigre, i Prealpi, i Kremli e i Milkana blu e oro erano triangolari in confezione rotonda;</li>
<li>i Mio, i Bebè, i Prealpino erano quadrati;</li>
<li>i Grünland erano rotondi;</li>
<li>i Milkana Supercrema o Delicato erano in vaschetta gigante triangolare monoporzione.</li>
</ul>
<p>Ma il principale fattore di differenziazione dei formaggini (e motivo del loro grande successo generazionale) erano i regalini per bambini presenti nelle confezioni delle diverse marche. Alcuni dei veri e propri culti, come le figurine di plastica adesiva con i personaggi dei cartoni animati da incollare al frigo con il sapone <a title="I regali dei formaggini Mio: le figurine animate e le figurine in plastica da appiccicare con il sapone" href="http://www.animamia.net/i-pupazzi-piatti-in-regalo-con-il-formaggino-mio-da-appiccicare-con-il-sapone/">in regalo con i formaggini Mio</a>, altri più ordinari e deperibili, che ricordo in <a title="I regali dei formaggini" href="http://www.animamia.net/i-regali-dei-formaggini/">questa scheda</a>.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5669" title="formaggino-originale" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/formaggino-originale.jpg" alt="" width="580" height="530" /></p>
<p><img title="mio-pubblicita-0" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-0.jpg" alt="" width="580" height="419" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5679" title="Invernizzi-milione" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/Invernizzi-milione.jpg" alt="" width="584" height="1272" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5673" title="mio-pubblicita-1" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-1.jpg" alt="" width="570" height="389" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5675" title="mio-pubblicita-5" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-5.jpg" alt="" width="580" height="785" /></p>
<p>La passione per i formaggini contribuì alla diffusione negli anni &#8217;70 di una popolare barzelletta infantile &#8211; quella del fantasma Formaggino, basata su un artificio umoristico estremamente rudimentale, al limite fra il gioco di parole e la pura e semplice rima; la si racconta soprattutto a bambini molto piccoli, nelle prime fasi dello sviluppo delle capacità verbali. Eccola:<em></em></p>
<p><em>«Un inglese, un francese e un italiano si sfidano a resistere una notte in un castello infestato da un fantasma.</em><br />
<em>Il primo giorno si reca nel castello l&#8217;inglese. A mezzanotte appare un fantasma urlando &#8220;Uuh&#8230; sono il fantasma Formaggino!&#8221;, e l&#8217;inglese scappa terrorizzato.</em><br />
<em>Il secondo giorno si reca nel castello il francese. A mezzanotte il fantasma entra nella sua stanza urlando &#8220;Uuh&#8230; sono il fantasma Formaggino!&#8221; e il francese scappa ancor più terrorizzato.</em><br />
<em>La terza notte è il turno dell&#8217;italiano. A mezzanotte il fantasma entra e urla &#8220;Uuh&#8230; sono il fantasma Formaggino!&#8221;, e l&#8217;italiano risponde &#8220;Vieni qui che ti spalmo sul panino!&#8221;»</em></p>
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		<title>I regali dei formaggini</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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<p>Ricordiamo alcuni regali trovati nei formaggini:</p>
<p>I formaggini Mio regalavano nei primo anni &#8217;60 delle bellissime <a title="I regali dei formaggini Mio: le figurine animate e le figurine in plastica da appiccicare con il sapone" href="http://www.animamia.net/i-regali-dei-formaggini-mio-le-figurine-animate-e-le-figurine-in-plastica-da-appiccicare-con-il-sapone/">figurine animate</a>, e negli anni &#8217;70 le mitiche <a title="I regali dei formaggini Mio: le figurine animate e le figurine in plastica da appiccicare con il sapone" href="http://www.animamia.net/i-regali-dei-formaggini-mio-le-figurine-animate-e-le-figurine-in-plastica-da-appiccicare-con-il-sapone/">figurine in plastica piatta</a> con i personaggi dei cartoni animati da attaccare con il sapone sui vetri.</p>
<p>Il formaggino Invernizzi regalava con una raccolta di bollini d&#8217;acquisto, il pupazzo in plastica gonfiabile alto circa 90/100 cm di Susanna Tutta Panna, mitica protagonista dei caroselli Invernizzi, una specie di pin-up per bambini che finisce sempre le sue frasi con l&#8217;esclamazione &#8216;pitupitum &#8230;paaah!&#8217;</p>
<p>I formaggini Kremli regalavano delle automobiline antiche di plastica da montare molto carine, erano circa una trentina di soggetti.</p>
<p>Il Bebè Galbani regalava gli aerei di carta che si montavano ad incastro o a sagace piegamento, modelli elementari ma ambiti, con qualche colore e una discreta varietà anche epocale.</p>
<p>I formaggini Dofocrem allegavano ad ogni confezione dei soldatini caricaturali di plastica dell&#8217;esercito danese (c&#8217;erano soldati semplici, sottufficiali e ufficiali, e al posto del fucile avevano un coltello).</p>
<p>il formaggino Prealpino regalava il casco da pilota al bambino e la bambola della mini-automobilista alle bambine.</p>
<p><img title="mio-pubblicita-5" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-5.jpg" alt="" width="580" height="785" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5806" title="burro_milione_mucca-carolina" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/03/burro_milione_mucca-carolina.jpg" alt="" width="559" height="775" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5810" title="Milione_con_regali" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/03/Milione_con_regali.jpg" alt="" width="561" height="646" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5808" title="formaggini-mio-figurine" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/03/formaggini-mio-figurine.jpg" alt="" width="559" height="695" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5807" title="formaggini-mio-adesivi" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2013/03/formaggini-mio-adesivi.jpg" alt="" width="569" height="1877" /></p>
<p><img title="mio-pubblicita-2" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-2.jpg" alt="" width="569" height="402" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5379" title="susanna" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/11/susanna.jpg" alt="" width="568" height="652" /></p>
<p><img title="formaggini-Kremli" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/formaggini-Kremli.jpg" alt="" width="580" height="395" /></p>
<p><img title="formaggino-prealpino" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/formaggino-prealpino.jpg" alt="" width="580" height="319" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I regali dei formaggini Mio: le figurine animate e le figurine in plastica da appiccicare con il sapone</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 04:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Regosa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1957 e fino al 1965 i formaggini Mio (piace, Nutre, Diverte) regalavano in ogni confezione le mitiche e bellissime figurine animate, muovendole si ottenevano due inquadrature diverse.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5673" title="mio-pubblicita-1" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-1.jpg" alt="" width="570" height="389" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5677" title="mio-pubblicita-2" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/01/mio-pubblicita-2.jpg" alt="" width="569" height="402" /></p>
<p>Ce n&#8217;erano diverse serie, ognuna composta da 6 a 12 soggetti l&#8217;una. Le serie raffiguravano le fiabe, gli animali, gli sport, le automobili, la notte santa, le lettere dell&#8217;alfabeto figurate, eccetera. Sul retro un breve testo raccontava la fiaba o spiegava la figura. Dovevano essere circa 300 in totale. Qui sotto potete vederne alcune.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5705" title="formaggini-mio-figurine" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/10/formaggini-mio-figurine.jpg" alt="" width="574" height="714" /></p>
<p>Potete anche vedere le figurine animate in questi caroselli della Locatelli del 1962 per i prodotti Mozarella pizzaiola e formaggino Mio con Nino Manfredi e Giovanna Ralli.</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Dopo le figurine animate i formaggini Mio regalarono dei libretti in cartoncino con le avventure dei personaggi Hanna e Barbera, come quello che vedete qui sotto.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5706" title="formaggini-mio-giornalino" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/10/formaggini-mio-giornalino.jpg" alt="" width="550" height="383" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-5707" title="formaggino_mio_retro" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2011/10/formaggino_mio_retro.jpg" alt="" width="555" height="386" /></p>
<p>Ma il regalo più mitico di tutti del formaggio Mio che ne fece un grande successo di vendita furono le figurine Plasteco dei personaggi dei cartoni animati in plastica piatta da attaccare con il sapone sui vetri, in regalo in ogni confezione.</p>
<p>Le figurine di plastica non erano una novità per i bambini italiani degli anni &#8217;70, perché già dal 1965 erano reperibili nelle edicole le prime figurine di gomma, prodotte dalla ditta PLASTECO di Milano, raffiguranti i personaggi Disney.</p>
<p>Tecnicamente, la figurina Plasteco era una sagomatura di plastica PVC bianca alta circa 10 centimetri e spessa pochi millimetri con una leggera imbottitura. Era serigrafata su un lato con il personaggio della serie e termsaldata sui bordi. La sua caratteristica è che si poteva attaccare alle pareti lisce di frigo o piastrelle bagnandola sul retro con un po&#8217; di acqua e sapone. Naturalmente, quando l&#8217;acqua e sapone asciugavano, le figurine cadevano a terra.</p>
<p>Le serie prodotte e diffuse furono infinite e utilizzarono tutti i personaggi Disney e tutti i personaggi dei cartoni animati di allora. Nei primi anni &#8217;70 anche il Corrierino realizzò le proprie Plasteco, con personaggi immaginifici (come Flash Gordon), epopee storiche (come la serie Far West con il mega-poster su cui appiccicarle) e personaggi del corrrierino (come Ciccibum e il suo mondo).</p>
<p>Dalla sua vasta collezione, Massimo ci ha mandato alcune immagini di queste belle figurine:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1283" title="formaggini mio" src="http://www.animamia.net/wp-content/uploads/2010/06/formaggini-mio.jpg" alt="" width="490" height="1616" /></p>
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