I biscotti 'Oro Saiwa'

Nella colazione dei bambini degli anni ’70 i biscotti avevano un posto di primo piano, ed un consumo quotidiano. Tra i preferiti c’erano i biscotti secchi “Oro Saiwa” …

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Oro-Saiwa

Nella colazione dei bambini degli anni ’70 i biscotti avevano un posto di primo piano, ed un consumo quotidiano.

Tra i preferiti c’erano i biscotti secchi “Oro Saiwa” – tutt’oggi in circolazione in innumerevoli versioni – allora solo nella versione oggi nominata ‘Classic’. Si trattava di biscotti di grande fama, presenti un po’ in tutte le famiglie e dedicato ad un uso continuativo per le colazioni e, talvolta, le cene.

I biscotti ‘Oro Saiwa’ avevano una grande particolarità, che ne definiva e condizionava l’uso e il consumo.

Da secchi, erano biscotti che secchi mostravano un notevole grado di durezza, spezzandosi con una frattura netta ed un suono secco e deciso. Non erano quindi per niente adatti per essere consumati asciutti, anzi, se mangiati a pezzi o schiacciati, appena messi in bocca agivano come segatura e asciugavano in pochi secondi tutta la saliva esistente.

Con questa incredibile capacità di assorbimento, a loro morte, quindi, era la tazzona di latte, dove cedevano la loro durezza e in pochi secondi d’ammollo si squagliavano in un dolce pastone marrone.

Spesso l’inzuppamento veniva portato all’estremo, riversando una grande quantità di Oro Saiwa nella tazza fino ad assorbire tutto il latte e creando una malta che veniva rimestata un po’, e poi mangiata a cucchiaiate.

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3 comments

  1.   

    Li ho usati tantissimo anche io. Da noi a Livorno, tali biscotti vengono denominati “Le Marie”. Non so spiegare il perchè di tale nome.

  2.   

    Io ancora li mangio a colazione….

  3.   

    Sono tutt’ora la base della colazione del mio figlio maggiore e il biscotto di preferenza per il nostro te.

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