Il programma 'Chissà chi lo sa' presentato da Febo Conti

"Quanto impiega un aeroplano per andare a Bogotà: ma chissa chi lo sa?". Era una frasetta della mitica trasmissione che ha animato il sabato pomeriggio dei primi...

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“Quanto impiega un aeroplano per andare a Bogotà: ma chissa chi lo sa?”. Era una frasetta della mitica trasmissione che ha animato il sabato pomeriggio dei primi bambini cresciuti con la tv nei primi anni 60. C’erano due classi delle medie inferiori che si sfidavano, c’era un presentatore che porgeva garbatamente le domande, Febo Conti. “Chissà chi lo sa?”, per la regia di Cino Tortorella in abiti borghesi e senza i lustrini di Mago Zurlì in testa, iniziò nel 1961 e andò avanti per tredici edizioni.

Febo Conti gridava:”Squillino le trombe, entrino le squadre”, e gli sfidanti arrivavano. Il conduttore chiedeva, i ragazzi rispondevano, indovinavano personaggi misteriosi, esploravano idealmente il mondo. Andava in onda dagli studi più importanti di allora, quelli di Torino. Il programma purtroppo, non si può rivedere perché è stato follemente cancellato dagli archivi Rai, come quasi tutta la produzione destinata ai più piccoli.

Trasmesso il sabato pomeriggio, nella TV dei Ragazzi sino alla tarda primavera 1972 e sostituito nell’autunno di quello stesso anno dal cerebrale “Scacco al re” aveva sigle di chiusura sempre diverse, ricordiamo “Un falco nel cielo” cantato dagli Osage Tribe di cui faceva parte Franco Battiato; “Aliante” eseguito dalle Orme. E poi ancora: “Yummi yummi yummi” di Jimmy Fontana, “Gioventu`” di Umberto. Febo Conti introduceva le squadre con il classico tormentone “Squillino le trombe, entrino le squadre!” Chissà chi lo sa, forse nel ’69 o nel ’70, ebbe come sigla, la canzone “Un milione di domande” cantata da un complesso che si chiamava “La verde stagione”. La canzone originale è “Question” dei Moody Blues. Faceva: “Avrei un milione di domande per chi sa la verità …”

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3 comments

  1. Aldo      

    Mi permetto di ricordare un’immagine che mi è rimasta impressa: Febo Conti, nella sigla, suonava il pianoforte con il naso. So che è solo una sciocchezza, ma mi va di condividerla! 🙂

  2. Seventies      

    “Chissà chi lo sa” era registrato allo studio F1 – Fiera 1 – di Milano, che come dice il nome era nei sotterranei della Fiera di Milano. Da quel che mi raccontò Febo Conti, diventato mio amico anni dopo, la cancellazione dei nastri non fu dovuta a distrazione o sciatteria, ma non dirò altro…

  3. clopat      

    Ricordo le squadre campioni di Sciacca e Valmadrera …

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