Le musica della sigla di chiusura dei programmi RAI

Quelle rare volte che, specie d’estate, si riusciva a stare svegli fino a tardi, era il massimo dell’avventura e della trasgressione riuscire a vedere la sigla di fine …

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Quelle rare volte che, specie d’estate, si riusciva a stare svegli fino a tardi, era il massimo dell’avventura e della trasgressione riuscire a vedere la sigla di fine trasmissioni, anche perché diversa e molto più inquietante di quella di inizio. Il breve ed angosciante motivo eseguito all’oboe su un celestiale sottofondo d’archi è di Roberto Lupi (1908-1971), compositore fiorentino dell’avanguardia novecentesca (fu maestro di Sylvano Bussotti) e che pare si sia ispirato alle minacciose armonie gravitazionali del pianeta Saturno.

Tra le altre differenze rispetto alla sigla d’inizio, la rete televisiva scorreva dall’alto verso il basso con le nuvole che corrispondentemente andavano dal basso verso l’alto. E un cartello in elegante corsivo inglese ‘Fine delle trasmissioni’ ammoniva severamente che era ora di andare a dormire!

Chiudi gli occhi e immaginati le nuvole, in bianco e nero, che scorrono dal basso verso l’alto …

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2 comments

  1.   

    specie nel periodo in cui non si andava a scuola e potevi restare alzato fino alle 23 +/- l’ora in cui finivano le trasmissioni RAI ascoltavo questa sigla di chiusura. Venivo accompagnato da un senso di nostalgia, magari dopo aver visto Studio 1 o altri bei programmi, perchè dovevo spegnere ed andare a letto pur sapendo che l’indomani ci sarebbero stati altri programmi da vedere….mamma RAI ci ha svezzati ed all’epoca era veramente una pseudo mamma.

  2.   

    La sigla finale era seguita dal monoscopio con la sua caratteristica nota audio per un minuto e poi venivano spenti completamente i ripetitori. Non credo ci fossero motivi tecnici di alcun tipo per trasmettere un solo minuto di monoscopio a quell’ora tarda, se non quello di svegliare con la stridente nota audio i non pochi telespettatori (compresi i miei genitori) che regolarmente si addormentavano davanti alla TV, evitando loro di tenere acceso tutta la notte il televisore con la “sabbia” dell’assenza di segnale.

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