Storia di questo sito dedicato a celebrare e ricordare l’immenso mondo dei bambini italiani degli anni ’60 e ’70.

Anima mia nasce nel marzo 1996 come una lista di poche decine di voci senza nessuna informazione e viene successivamente ampliata ed integrata versione dopo versione nel corso degli anni con le informazioni e i ricordi recuperati dalla memoria bambina dell’autore, oppure inviati dai visitatori.

Oggi Anima mia è  l’archivio dei ricordi e delle emozioni dei bambini italiani degli anni ’60 e ’70, il sito dove i bambini di allora possono ritrovare la memoria dei giochi, delle canzoni, delle cose, dei programmi radio e TV, dei caroselli e delle pubblicità e dei cibi che hanno allietato la loro infanzia e fanciullezza.

Alle sorgenti dell’anima

Era una fresca notte d’estate del 1995, fra amici, in un bel giardino con vista sul lago.
La festa stava sfumando, era il momento delle sedie – dai beviamo un bicchiere di bianco – di un gruppo di trentenni che fu facile trascinare nel gioco dei ricordi.
Allora scrivevo su carta, su bizzarri quadernetti cinesi, sui quali avevo già raccolto alcune questioni che riguardavano pezzi dell’anima mia: come si chiamavano gli amici di Pippi Calzelunghe, la scimmietta, il cavallo e il pappagallo? Come si chiamava l’assistente muto di Zorro? Chi sono i genitori di Qui, Quo, Qua? Che nota faceva il sibilo della tele quando non trasmetteva niente? Chi è capace di fare la fila di bambini e bambine che si tengono manina manina ritagliati dal giornale? E altre simili questioni essenziali che posi all’allegra brigata.
Ogni questione scatenò un diluvio di nuovi ricordi  che – solo a nominarli – s’accendevano nei nostri cervelli e ritornavano vivi e luminosi. Tutte le mie domande trovarono delle ricche risposte attraverso un impegno mnemonico collettivo che con contaminazioni e modificazioni di parole e immagini ricostruì non solo la memoria reale del personaggio, o del carosello o del gioco, ma tutti i suoi valori emotivi e generazionali che avevamo vissuto decenni prima e che, nell’attimo del ricordo, si riaccendevano vividi in noi.

E mentre poche parole avevano fatto esplodere sinapsi ed emozioni, io prendevo freneticamente nota sul bizzarro quadernetto delle memorie affiorate e rese vive da quella condivisione generazionale. Il giorno dopo, tra le rose, organizzai gli appunti raccolti nella notte e composi un primo elenco di una trentina di voci. Era nato il pensiero dell’anima mia.

La nascita dell’anima

L’anno successivo – il 1996 – stavo approfondendo lo studio di quella cosa nuova che si chiamava internet. Dal ‘94 bazzicavo il mondo delle BBS, ambienti telematici di messaggi e di discussioni che viaggiavano su modem da 900 baud con righe di testo che si componevano lentamente sul monitor. L’arrivo del web e del meta-linguaggio html fu una specie di rivoluzione, consentendo di dare una forma visivamente accettabile ai propri contenuti telematici.

Mi misi quindi a provare e studiare, e viceversa, e il modo migliore per imparare fu quello di realizzare un mio sito personale dove creai una pagina di testo  con la prima, semplice lista di ricordi che chiamai ‘La mia memoria bambina’. Era una semplice lista di voci, senza nessuna descrizione, per un’emozione in cui pensavo crogiolarmi da solo. Invece, qualche giorno dopo la messa in linea, mi arrivò il primo messaggio di posta elettronica che si complimentava per quelle poche voci dell’anima, ne espandeva alcune e ne aggiungeva altre e, soprattutto, ne condivideva il ricordo e le emozioni. Era così nata la nostra memoria bambina.

La pubertà dell’anima

Prima piano piano, poi sempre più abbondanti e ricche, cominciarono così ad arrivarmi numerose email di persone che avevano incontrato la nostra memoria bambina, l’avevano letta con piacere e avevano qualcosa da ricordare, o da aggiungere, o da correggere. Mi trovai così a dover trasformare la paginetta dell’anima in una serie di pagine dedicate ai singoli contenuti. Aggiornai il sito più o meno ogni anno, nacque la suddivisione per aree tematiche (Giochi, Canzoni, Cose, Media, Pubblicità e Cibo) e aggiunsi nuove voci che scoprivo dentro di me o che mi venivano segnalate, integrai le informazioni legate al ricordo delle singole voci e aggiunsi anche le immagini e i file audio che man mani mi inviavano i visitatori. Così l’anima cresceva, mese dopo mese, con l’aiuto di tutti coloro che mi esprimevano via email la loro emozione e le cose e i ricordi della loro memoria bambina.  (versione 2 maggio 1997; versione 3 settembre 1999; versione 4 settembre 2000; versione 5 novembre 2001).

Nel frattempo alla tele il grande pentolone dei ricordi dei bambini degli anni ’70 fu scoperchiato per le masse da Fabio Fazio con il suo bel programma anima mia. Bella trasmissione, molto ispirata dalla mia memoria bambina. Quindi gli presi il titolo (che è una canzone dei Cugini di Campagna del 1974) e mi registrai il nome di dominio per i contenuti della nostra memoria bambina: www.animamia.net

Nel 2001, quindi, l’anima mia è già l’anima nostra – quella della generazione dei bambini italiani degli anni ’60 e ’70. Le email sono tantissime, le informazioni e i complimenti anche. Il sito è attivo all’indirizzo www.animamia.net; le voci sono qualche centinaio e le informazioni sono ampie e multimediali, con  molte  immagini, canzoni e links. Oltre alle sezioni dei contenuti principali sono presenti altre sezioni che riguardano l’anima mia: ‘perché l’anima’; ‘anima mia newsletter’; ‘il mercato dell’anima’; ‘i links dell’anima’; ‘Anima mia ’80 e ’90’.

La crescita dell’anima

Il 31 gennaio 2002 va in linea la sesta versione di ‘Anima mia, la nostra memoria bambina’ che presenta una grafica migliore e più leggibile, una struttura definita delle voci, con le pagine delle categorie e le schede per ogni singola voce con il titolo, delle note informative, eventuali immagini, suoni, links. Inoltre nasce nel sito la ‘Banda dell’anima’ con la prima serie di forum non amministrati, che in breve tempo si riempiono di migliaia di messaggi (oggi tutti scomparsi).



Negli anni seguenti delle vicende familiari mi distaccano un po’ dalla vita dell’anima e riesco solamente a fare delle periodiche versioni di aggiornamento della grafica e dei contenuti delle voci, prevalentemente sulla base di informazioni dei visitatori. Il problema è che oramai le pagine hanno superato il migliaio e la loro gestione è estremamente complessa. Inoltre i Forum hanno subito degli scossoni a seguito di polemiche interne tra i membri che, perso di vista il senso dell’anima, si combattono tra di loro in inutili diatribe. Dal 2004 i forum dell’anima vengono quindi moderati da un amministratore che, con idee chiare e un click fermo, riporta l’ordine nelle discussioni. Ciò ad alcuni membri non piace, e lasciano l’ambiente con una grossa perdita per i Forum in termini di intelligenze ed umanità. Nel frattempo cresce anche una sezione dedicata ai nostri fratellini, cioè alla memoria bambina degli anni ’80 che si popola rapidamente di validi contenuti.

Passa il tempo e cambia il web, e nel luglio del 2005 mi rendo conto che per dare continuità all’anima è necessario trasferire i contenuti all’interno di una tecnologia più efficace, come quella di un CMS, per poter gestire meglio e più rapidamente i contenuti. Inoltre la rete offre oggi possibilità multimediali molto maggiori di qualche anno fa: aggiungere video, condividere contenuti, segnalare ad altri, eccetera. Quindi mi metto al lavoro, trovo un nuovo partner che possa ospitare il sito dell’anima e che mi offre un CMS sul quale lavorare, e mi metto al lavoro.

Il trasferimento dei contenuti è un’operazione lunga e noiosissima. Bisogna creare tutte le singole pagine e ricopiarci i contenuti di testo e le immagini, poi dare gli stili, salvare e vedere cosa viene fuori. E poi correggere. Le voci sono oltre 1.100 e, visto che che ho una vita oltre all’anima dove succedono un sacco di cose, il tempo che riesco a dedicare ai contenuti è sempre poco e spezzettato, quindi il lavoro procede lento e con numerosi incagli perché devo fare anche tutte le altre cose: grafica, immagini, eccetera.

Finalmente, il 1 luglio 2009 esche la prima versione di anima mia in CMS.
Visivamente non sono granché contento, ma a livello di contenuto fa paura: le voci sono 1100 con centinaia di immagini e audio. Le schede delle voci sono ora facilmente editabili, eppure lo strumento non mi dà tutte le cose che aveva promesso. Non riesco a introdurre video, non sono in grado di gestire i commenti, alcune aree secondarie del sito (create in verità con poco tempo) sono inesorabilmente vuote. Il vero problema è che non sono per niente autonomo e per l’editing dei contenuti, e per qualsiasi modifica voglia apportare al sito. Devo sempre passare da coloro che ‘sanno come’ per far apporre la mia piccola modifica. A volte però i giorni passano, e anche le piccole cose (forse proprio perché sono piccole cose) non trovano soluzione. Tanto lavoro per nulla? Sono frustrato, devo trovare una soluzione …

La maturità dell’anima

Prosegue la vita, cambiano i miei lavori, e divento bravino a usare wordpress.
Decido così il grande salto, trasferire nuovamente tutto il sito all’interno di un worpress in modo da poter avere il controllo totale sui contenuti, sull’aspetto e sulle funzionalità. Naturalmente, in modo automatico non si può fare, devo quindi rifare quell’operazione lunga e noiosissima già fatta un paio d’anni fa. Mi compero un bel template, e ricomincio. Finalmente posso mettere nelle voci tutto quello che mi pare, e siccome i video sono particolarmente importanti per la nostra memoria bambina, apro il canale cuoreanimamia su YouTube dove, grazie all’aiuto di un intelligente collaboratore che crede nell’anima, creò l’archivio dei video del sito. Mi sveglio un sacco di mattine alle 6,30 per avere un’oretta per inserire le voci, collegare i video, le immagini e le canzoni e preparare l’interfaccia.

Finalmente, il 23 dicembre 2010 pubblico all’indirizzo principale www.animamia.net la nuova edizione di “Anima mia: la nostra memoria bambina”.

E’ un’anima fortemente incentrata sulle voci, con 1150 schede divise in sei categorie relative agli anni ’60 e ’70 (sparisce la sezione anni 80!) corredate da 380 video, oltre 600 immagini e 105 brani audio. Moltissime voci hanno schede informative totalmente nuove o molto ampliate e alcune schede multimediali presentano contenuti unici ed interessanti. La leggibilità è assoluta e l’uso del sito semplicissimo. I visitatori possono inserire commenti alle singole voci, anche con immagini e video, dopo essersi registrati al sito. Viene rafforzato il legame con i Forum dell’anima, che raccolgono oltre 40.000 messaggi con circa 1.000 utenti registrati.

Ho lavorato duramente per fare quest’anima sempre più bella e più emozionante, E mi sembra proprio che la versione attuale sia la migliore enciclopedia sul web sull’infanzia e la fanciullezza dei bambini italiani degli anni ’60 e ’70; lo scrigno dei suoi ricordi e delle sue emozioni; il luogo dove, ancora, è possibile ritrovare la nostra personale magia di quegli anni e di quelle momenti.

Ma questa è autocelebrazione. Com’è davvero quest’anima me lo direte voi, aggiungendo la vostra memoria e il vostro ricordo nelle diverse voci (ricorda che devi essere registrato. Per registrarti clicca qui); oppure partecipando alla Banda dell’anima nei Forum; o anche diventando Benefattore di anima mia con una donazione.

Oltre al mio sforzo personale, ho il dovere di elogiare e ringraziare tutti coloro che hanno collaborato in tutti questi anni, in qualsiasi forma e modo, a questa continua evoluzione dell’anima mia con le loro storie, le loro memorie, le loro emozioni.

Buon divertimento.

Brescia, 26 dicembre 2010
Giulio Regosa

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