I contrassegni dell’asilo per riconoscere le proprie cose

All’asilo, per distinguere le nostre cose, avevano trovato un bel sistema: ognuno di noi sceglieva un disegnino e con quello marchiava tutte le sue cose (salviettina, fazzoletti, borsina...

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All’asilo, per distinguere le nostre cose, avevano trovato un bel sistema: ognuno di noi sceglieva un disegnino e con quello marchiava tutte le sue cose (salviettina, fazzoletti, borsina di tela, ecc..) per non scambiarle con quelle di qualcun altro. Il mio era la casetta.

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2 comments

  1. superzar

    Io avevo il coniglietto …

  2. Tecnogatto

    in merceria (esiste ancora questa parola?) avevano fettucce di un paio di diverse larghezze con disegnini in ricamo (credo cq gia a macchina automatizzata non a mano)

    invece di essere venderle al metro come le normali fettucce venivano vendute a disegno x cui si chiedevano tot coniglietti o blabla e la merciaia cercava nella fettuccia i disegnini da tagliar via…

    mia mamma lavorava in merceria e tra gli scampoli (anche questa parola esiste ancora?) che mi dava per giocare ogni tanto mi arrivava anche qualche disegnino “orfano”

    Scampoli e stracci…. ci vorrebbe una pagina apposta!
    tende e paracaduti per i pupazzini dei maschietti,
    vestitini e folard per le bambole delle femminucce
    mantelli e copertine per entrambi.

    e se a un soldato capitava un paracadute rosa a fiori…
    amen, non per questo era meno virile.

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