il gioco in scatola “L’allegro chirurgo”

Per me il pezzo più difficile era l’osso del desiderio, a forma di ‘Y’, che suonava quattro volte su cinque. Avete capito di cosa parlo, della scuola di...

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Per me il pezzo più difficile era l’osso del desiderio, a forma di ‘Y’, che suonava quattro volte su cinque. Avete capito di cosa parlo, della scuola di chirurgia dei bambini degli anni ’70 …

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Il brivido della chirurgia nelle mani di noi bambini era un gioco in scatola prodotto dalla Editrice Giochi nel 1971: L’Allegro Chirurgo.

Era uno dei primi giochi elettrici, servivano le batterie, e come dice la confezione, è un gioco di ‘astuzia e abilità’.

Il gioco era costituito da una sagoma del corpo del paziente con il suo bel nasone rosso e con numerosi punti d’intervento dai nomi fantasiosi: mal della vedova, osso del desiderio, cuore infranto, crampo dello scrittore, farfalle nello stomaco, strappo al cavallo, eccetera; da una serie di ossi/organi in plastica da posizione nelle rispettive sedi d’intervento; da una serie di pinzette con le quali rimuovere con attenzione ossa/organi dalle loro sedi.

Ogni seppur minimo contatto tra la pinzetta e i contorni metallici della sede di intervento produceva un implacabile BUZZZ di dolore e il nasone rosso si illuminava. Operazione fallita, paziente morto, partita persa, tocca a un altro. Perché all’Allegro Chirurgo si giocava così: uno opera con grande concentrazione e gli altri intorno in silenzio, aspettando l’errore o il loro turno. Prima di ogni intervento era molto utile fare l’elettro controllo per testare la ‘sala operatoria’.

L’Allegro Chirurgo era un gioco sano e ha sicuramente contribuito a crescere generazioni intere di bambini con principi morali solidi e voglia di aiutare il prossimo. Sicuramente, ha interessato alla medicina un’intera generazione bambini.

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4 comments

  1. carlo

    anch’io mi sono divertito con lui e l’ho trattato tanto bene da “passarlo” seminuovo alla mia prima nipote …

  2. stefbal

    L’Allegro Chirurgo era uno dei pochi giochi di allora da più giocatori senza dado/i… era questa la sua principale attrattiva assieme alla durata della partita non prestabilita (era un classico con gli altri giochi da tavolo stancarsi prima di concludere la partita secondo le regole).
    Per me il pezzo più difficile da estrarre era sempre la matita del “crampo dello scrittore”, il più facile senza dubbio l’elastico del ginocchio.

  3. Tecnogatto

    solo io prendevo sempre la scossa?

  4. Isabeau61

    Ce l’avevo, mi divertiva molto 🙂

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