La Vespa della Piaggio

Sul finire degli anni ’60 la Piaggio inizia una campagna pubblicitaria mai vista prima per lanciare la vespa 50, con lo slogan “Chi vespa mangia le mele”. Senza...

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Sul finire degli anni ’60 la Piaggio inizia una campagna pubblicitaria mai vista prima per lanciare la vespa 50, con lo slogan “Chi vespa mangia le mele”.

Senza targa, senza patente, da prodotto economico per favorire la mobilità individuale di operai ed impiegati, diventa uno dei primi oggetti di culto, interamente dedicata ai giovani.

Tre marce al volante, freno posteriore a pedale, ruote piccole e strette e forcella anteriore da incubo, soprattutto sui pave’ cittadini, la Vespa 50 diventa il mezzo più diffuso per la generazione di giovani che, pur non essendo smanettoni, non vogliono rinunciare alla libertà di movimento.

Per migliorare le prestazioni velocistiche e l’aspetto estetico fioriscono un gran numero di elaborazioni, marmitte ad espansione, selloni lunghi e “sportivi”.
Parallelamente al successo della Vespa crolla, invece, la lambretta, storico concorrente della Vespa. Il “Vespino” resta così l’unico scooter 50 cc in commercio in Italia diventando uno dei primi oggetti di tendenza.

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