La colla Coccoina e il suo fantastico odore

Un prodotto fondamentale per i bambini degli anni ’60 e ’70 è di certo la colla Coccoina, compagna di lunghi pomeriggi passati a incollare figurine negli album, o...

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Un prodotto fondamentale per i bambini degli anni ’60 e ’70 è di certo la colla Coccoina, compagna di lunghi pomeriggi passati a incollare figurine negli album, o fotografie sui quaderni delle ricerche, e a deliziarci con il suo caratteristico odore.

La Coccoina è una colla bianca in pasta a base di destrina, inventata nel 1927 dall’azienda Balma, Capoduri & C. di Voghera (a cui si deve anche l’invenzione e diffusione delle graffettatrici Zenith) per l’uso in ufficio e utilizzo fotografico.

La Coccoina era efficacissima per incollare la carta, infatti l’uso più comune per noi bambini era quello di incollare le figurine (non c’erano ancora le figurine autoadesive! L’ultima raccolta calciatori Panini da incollare è stata la stagione 1971-72) oppure i ritagli per le ricerche scolastiche.

Confezionata in un bel barattolo di di alluminio nel cui centro si trova l’alloggiamento per il pennello con cui stendere la colla, la sua caratteristica principale era il suo ‘buon odore‘ che ricorda le mandorle amare, o le mandorle contenute nel nocciolo delle albicocche.

E a noi bambini quello’odore piaceva, oh, come piaceva. Probabilmente annusare questa colla dava qualche piacevolezza, non si capisce altrimenti perché – con la scusa che era sempre a portata di mano – tutti l’annusassero sempre con passione.

Ancora oggi, se per caso trovo da qualche parte un barattolo di coccoina, me la annuso, ma solo per poco.

Coccoina

Coccoina 2

Poster_barattolo_coccoina_1

Poster_barattolo_coccoina_2

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5 comments

  1. annadibath

    A me invece la Coccoina non piaceva… ne trovavo l’odore quanto mai sgradevole (tuttora non mi piace l’odore delle mandorle amare) ma soprattutto ne odiavo la consistenza, che la rendeva difficile da spalmare con l’inutile pennellino, sempre coperto di colla semi-indurita. A me, che adoravo ritagliare e incollare la carta e costruivo tutti i modelli del bellissimo “Michelino” (chi se lo ricorda?), del “Corrierino dei Piccoli” e del “Giornalino” serviva una colla “di precisione”. Mi ricordo la prima colla liquida, in un flacone arancione con il tappo flessibile, blu, e una fessura dalla quale, premendoci su, usciva il fluido viscoso. Chissà come si chiamava?

  2. annisessanta

    La colla per il Polichicco…a scuola senza compiti per il lunedì e le mani che si spellavano, con la colla a retina sulle dita.

  3. superzar

    Mio padre la portava dall’ufficio

  4. manuel

    l’ho ricordata l’altra sera …non era odore era profumo di cocco per me..ricordi di bambina !!

  5. Adriano

    Effettivamente dopo qualche tempo la colla si seccava e soprattutto il pennellino si induriva costringendoti a schiacciarlo con forza per stendere la colla ma il suo odore …inconfondibile. Io la compro ancora e confesso che quando l’annuso, mi riaffiorano ricordi d’infanzia.

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